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MESTRE.IT - FORUM

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 Argomento: guide 2
 Creato il: 13-10-2009 06:27 Risposte: 39 

sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
13-10-2009 06:27

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"... ogni anno , quando è primavera, i Milanesi partono per il mondo in cerca di terre da comprare.  Per costruirvi case ed alberghi, naturalmente, e più in là, forse, anche case popolari; ma soprattutto corrono in cerca di quelle espressioni ancora rimaste intatte della "natura",  di cio che  essi intendono per natura: un misto di libertà e passionalità, con non poca sensualità e una sfumatura di follia..."

A. M. Ortese, L'Iguana, pag.15, Adelphi 1986
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
20-10-2009 08:02

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" Ngong, 13 dic 1918      Mio carissimo  meraviglioso Tommy, ...  Sta' a sentire una cosa strana. All'inizio, quando te ne sei andato, ero spaventatissima per te, e disperata, e ne parlavo con Farah. Lui propose di far fare al vecchio Somalo, o piuttosto sceicco (cioè sacerdote) arabo, un incantesimo che ti proteggesse nel pericolo. Lo abbiamo fatto per tre venerdì consecutivi e consisteva in un pezzettino di carta con dei passi del Corano, che io e Farah abbiamo dovuto sotterrare senza dirlo a nessuno, e ce ne siamo ben guardati. Certo riderai se ti dico che questa cosa mi è stata di grande conforto, ed ancor più riderai del fatto che, anche se non era certo uno dei miei periodi migliori, per realizzarla ho dato al vecchio sceicco 1000 rupie. Ma stammi a sentire e smettila di prendermi in giro. Nell' incantesimo lo sceicco non chiedeva solo che tu ne venissi  fuori senza essere toccato dalle armi del nemico, ma anche che abbattessi  12 nemici, fossi di esempio per tutti e ottenessi grandi onori ! E ieri ho ricevuto un ritaglio del Times che diceva la stessa cosa, esattamente con le stesse parole! Quindi non dirmi ancora che non siamo alleati con potenze superiori! Io stessa ne sono così impressionata che mi sembra veramente una cosa inquietante, e tu devi pensare a me ed a Farah con gratitudine...."

Karen Blixen, Lettere dall'Africa  1914-1931, pag 115, Editore Adelphi 1987
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
10-11-2009 16:57

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...Una canna basterebbe alla mia felicità e uno scoglio a Paraggi. Paraggi, golfo d'ombra, baia  di pietra verdone.
Irritato contro le scogliere che l'addentano, anche in bonaccia il mare vi brontola, schiaffeggiando la magra spiaggetta.
In disparte sta l'abitato  per non turbare con le sagome tremolanti il lucidissimo specchio che la vegetazione delle rive abbuia.
Avrei una stanza piena di mare. Camperei del ricavo della pesca scottato sulla brace.
...

Cammillo Sbarbaro, Trucioli, pag.107, Arnoldo Mondadori editore 1948

P.s. Adesso Paraggi è un poco diverso, ma un giorno ed una notte sono abbastanza per riconoscerlo cosi come era.
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
24-11-2009 18:22

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" La separazione è l'alfa e l'omega dello spettacolo. L'istituzionalizzazione della divisione sociale del lavoro, la formazione delle classi avevano innalzato una  prima contemplazione sacra, l'ordine mitico in cui ogni potere si avviluppa dalla sua origine. Il sacro ha giustificato l'ordinamento cosmico e ontologico che corrispondeva agli interessi dei grandi, ha spiegato ed abbellito ciò che la società non poteva fare. Ogni potere separato è stato dunque spettacolare, ma l'adesione di tutti a una tale immagine immobile non significava altro che il riconoscimento comune di un prolungamento immaginario alla povertà dell'attività sociale reale, ancora largamente risentita come una condizione unitaria.

 Lo spettacolo moderno esprime al contrario ciò che la società può fare, ma in questa espressione il permesso si oppone assolutamente al possibile. Lo spettacolo  è la conservazione dell'incoscienza nel cambiamento pratico delle condizioni di esistenza. Esso è il proprio prodotto, ed è esso stesso che ha posto le sue regole: è insomma uno pseudo-sacro. Esso mostra cio che è : la potenza separata sviluppantesi in se stessa, nell'aumento della produttività realizzato per mezzo del raffinamento incessante della divisione del lavoro fino all'ultima parcellizzazione dei gesti, dominati allora dal movimento indipendente delle macchine; e che lavora per un mercato sempre più esteso. Ogni comunità e ogni senso critico si sono dissolti nel corso di questo movimento, nel quale le forze che hanno potuto crescere separandosi non si sono ancora ritrovate."

 

Guy Debord, La società dello spettacolo, Baldini Castoldi Dalai editore, 2008 

sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
01-12-2009 11:12

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"io non ho, come tutti gli altri, cambiato idea una o molte volte con il mutare del tempo. Sono piuttosto i tempi a essere cambiati secondo le mie idee".   "L'unica impresa interessante è la liberazione della vita quotidiana".

Guy Debord, La società dello spettacolo, citazioni pag.252, Baldini Castoldi Dalai Editori, 2008

sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
16-12-2009 08:12

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invece di trarre specifiche pazze da un reale accaggènte e, purtroppo, poco frequentato, l'accabadora potrebbe estrarle e portarle con se nel bagaglio del futuro.
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
04-01-2010 13:05

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siccome è appena passato Natale: i Greci... ... anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo e un orientamento a esso, anche se non sembra che tu ti accorga che ogni vita sorge per il Tutto e per la felice condizione dell'universa armonia. Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica. ... Platone, Leggi, Libro decimo, 903c.
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
08-02-2010 11:59

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" Ma quale vasta e ferma visione delle cose iersera, in un momento di tregua della famiglia sulla loggetta; che di tutto sembrava darmi ragione, che almeno apriva una grande immagine della natura. Avevo di fronte gli -alti colli rotondi ombreggiati dalla luna-, il cielo di raso debolmente trapunto. Neppure a dirlo, ho perso ogni memoria partita di quel momento." Tommaso Landolfi, Rien va, pag.140 Vallecchi '66, Longanesi'70.
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
11-03-2010 02:54

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...è una delle più volgari e più diffuse superstizioni che ogni persona disponga esclusivamente delle sue determinate qualità, che ci siano persone buone, intelligenti, stupide, energiche, indifferenti, ecc. Le persone non sono fatte così. Noi possiamo dire di una persona che è più spesso buona che non cattiva, più spesso energica che non apatica viceversa; ma abbiamo torto, quando di una persona diciamo che che è buona od intelligente e di un'altra che è cattiva o stupida. Eppure noi classifichiamo sempre così gli uomini ma ciò non è giusto. Essi sono come i fiumi; l'acqua è uguale dappertutto, ma il fiume ora è ristretto, ora è veloce, ora ampio, ora tranquillo ora trasparente e freddo, ora sporco e caldo. Così anche le persone. Ognuna porta in sé i germi di tutte le qualità umane, solo che ora l'una ora l'altra appare alla superficie, e succede che talvolta una persona nemmeno somigli a se stessa, pur essendo rimasta quella che sempre era stata... Tolstoj, Resurrezione, citato da Gyorgy Lukacs, Saggi sul realismo, p.245 Piccola Biblioteca Einaudi.
sasso
Utente da: 09-02-2009
Messaggi: 164
data messaggio:
08-04-2010 20:14

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"Per gli antichi maestri solo eccezionalmente il disegno veniva considerato come a sé stante: in genere era un appunto, un progetto, uno schizzo per un lavoro ben più complesso. In epoca recente il disegno ha acquistato una sua propria autonomia e autosufficienza: cosi Picasso ha eseguito un numero grandissimo, forse incalcolabile, di disegni fatti per restare tali e non per essere trasferiti su una tela." Enrico Baj, impariamo la pittura,pag.74, BUR Rizzoli 1985

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