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I FIUMI DI MESTRE

Marzenego-Osellino

Il Marzenego nasce da una resorgiva in località Fratta di Resana, bagna Noale, giunge a Mestre e qui entra in contatto con il Rio Cimetto e apparentemente si biforca nel Ramo delle Muneghe e nel Ramo della Campana o di San Lorenzo (che in realtà costituisce una prosecuzione del Rio Cimetto). I due rami si riuniscono, all'altezza del ponte di Via Colombo, nel canale artificiale realizzato nel 1502 e denominato Osellino, il quale porta le acque del Marzenego a sfociare in laguna all'altezza di Tessera. Il Marzenego nei documenti più antichi si trova anche citato come Mestre o Flumen de Mestre, a testimonianza di quanto la sua storia sia intimamente collegata con quella della nostra città.

Musone

Anticamente chiamato Bottenigo, il Musone è l'unico fiume di sorgente e non di resorgiva fra il Piave ed il Brenta. Nasce a Castelcucco e a Monfumo, nelle colline a nord di Asolo. Quindi i due rami si uniscono, ricevono le acque dell'Erega, del Lastego, del Viazza e di numerosi altri affluenti. Particolarmente ricco di acque, nel passato il Musone, che sfociava in laguna, fu spesso causa di rovinose inondazioni. Il suo corso pertanto venne modificato nel 1612: il ramo del Musone dei Sassi venne immesso nel Brenta all'altezza di Vigodarzere, mentre il ramo del Musone Vecchio venne immesso nel Brenta a Fusina (Mestre sud).
 
Dese

Il fiume Dese nasce a Brentella, a nord di Resana, passa poi da Scorzè, Martellago e Marocco. Sfocia in laguna con due rami, uno, il principale, nella palude di Cona e uno in località Mortiron.

Zero

Inizialmente lo Zero, che nasce presso Campigo, era un piccolo fiume di resorgiva affluente del Sile. Intorno al 1530, le acque del Sile, arricchite dallo Zero vennero deviate nella cosiddetta "fossa trevigiana" per portare acqua alle attività dei mulini e della produzione della lana, ai Molini e a Folli, rispettivamente nelle odierne zone di Via Caneve e Via Spalti (Mestre centro). Tuttavia, non si riuscì più a far rifluire nel Sile le acque così fuoriuscite e, dal 1532, lo Zero divenne definitivamente un fiume autonomo.
 
Sile

Pur non toccando direttamente Mestre, il Sile può considerarsi parte della rete idrografica che interessa la nostra zona ed è stato in passato oggetto dei progetti di diversione fluviale assieme ai fiumi sopra citati.


I fiumi di Mestre erano in passato ricchissimi di mulini, specie nella zona di Zelarino (Mestre ovest). Se ne contavano ben otto sul fiume Zero, diciannove sul Marzenego e diciotto sul Dese. Oggi i mulini non sono più in funzione e per lo più sono privi di pale, ma le costruzioni risultano ancora visibili.


Ulteriori informazioni:

Dese e suoi mulini, Quaderni del Centro Studi Storici di Mestre, vecchia serie n.7-8
Aa.Vv. (Fasol, Cisotto, Miozzi, Brunello, Pianetti), Quaderni del Centro Studi Storici di Mestre, vecchia serie n.12, Mestre 1969
Luigi Brunello, Antica idrografia della terraferma veneziana, Quaderno di Studi e Notizie numero 2 (nuova serie), Centro Studi Storici di Mestre 1993
Giorgio Zoccoletto, I quattro fiumi. Marzenego, Dese, Sile, Zero, Centro Studi Storici di Mestre 2005


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